Sull’onestà di De Magistris

di Salvatore Torsi

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Oggi Napoli sta attraversando una delle pagine più buie della sua storia. Dopo i disastri di Bassolino e l’immobilismo della Iervolino, De Magistris si è impegnato a cambiare tutto, a scassare un sistema che ha incancrenito Napoli: peccato che proprio lui sia entrato a far parte di questo sistema e anzi, l’abbia peggiorato al punto tale che adesso può essere considerato uno dei principali vertici del triangolo sciagurato Bassolino-Iervolino-De Magistris.

Ma almeno è onesto…

Che De Magistris sia onesto è vero fino a prova contraria, così com’è vero per la Iervolino e per Bassolino. Non abbiamo prove che questo sia falso, ma di certo la gestione della spesa pubblica, delle gare e degli appalti, ha più di qualche punto oscuro.

Ricordate le rimostranze di De Laurentis, il Presidente del Calcio Napoli, a costruire il San  Paolo a Ponticelli? De Laurentis, neppure troppo velatamente, accusò il Sindaco di dover restituire il favore ai coniugi Antonio D’Amato e Marilù Faraone Mennella per tutti i soldi che gli avevano versato in campagna elettorale.  Questa è onestà o clientelismo?

E la America’s CupIl Mattino ci informa che, ad eccezione degli alberghi sul lungomare che ospitano equipaggi, team, organizzatori e persone collegate al circo americano di questa esibizione velistica, le prenotazioni negli alberghi cittadini per il periodo collegato alla Coppa America languono. Chi ci guadagna, dunque? Di sicuro Sergio Maione, proprietario di molti di quegli alberghi sul lungomare e vice-presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli. Poi Maurizio Maddaloni, Presidente della Camera di Commercio di Napoli (uno degli organi cittadini peggio organizzati). Poi c’è Mario Hubler, ex bassoliniamo (ma come, non si doveva “scassare tutto”?) che guadagna 125.000€ di soldi napoletani come manager dell’evento. Tutti amici cui il sindaco ha affidato il compito di spartirsi questa polpetta succosa che costa dai 10 ai 15 milioni di Euro all’anno. [Per approfondimenti, leggete Chi ci guadagna dalla America’s Cup di Napoli]

Senza parlare della gestione scandalosa dell’assunzione del fratello, manager di tutti i principali eventi cittadini. Claudio, prima di essere assunto dal fratello, lavorava alla Milagro, una compagnia che ha curato l’immagine di De Magistris durante la campagna elettorale e che magicamente, una volta eletto, ha cominciato ad essere “invitata” a presentare le proprie offerte e a vincere delle commesse.

Finita qui? Macché!

All’insediamento, la Giunta di De Magistris sembrava composta da persone rette, oneste, integerrime: quelle persone sono state le prime a fare le valigie.

L’assessore Narducci? Andato via perchè “l’operato della Giunta somigliava a quello delle amministrazioni precedenti, nei metodi e nelle decisioni“.

E il professor Relfonzo, assessore al Bilancio? Dimesso pure lui perché De Magistris non ha voluto riformare le municipalizzate, da sempre fonte di posti di lavoro a spese della collettività e calderone dove prendere i voti per conservare la poltrona.

Poi c’è D’Angelo, assessore al Welfare dall’enorme conflitto di interessi (Presidente della Gesco) che più volte ha minacciato di dimettersi a causa della disastrosa gestione dei conti e che poi ha preso la palla al balzo per candidarsi con Ingroia e abbandonare la nave comunale prima che affondasse.

A questo si somma l’enorme scandalo dei troppi appalti concessi senza gara.

A Napoli il 75% degli appalti viene assegnato senza garaDe Magistris si sceglie in anticipo le ditte per lavori, servizi e forniture, in barba ai principi di imparzialità, trasparenza e tutela della concorrenza. Non ultimo, quello delle World Series di America’s Cup,  assegnato senza che ci fosse il tempo tecnico per preparare un’offerta: evidentemente la ditta a cui è stata affidata o è super-efficiente (perché escluderlo), oppure era già pronta per vincere.

Dov’è l’onestà in tutto questo? In cosa differisce De Magistris da tutti gli sciagurati politici che l’hanno preceduto e che – si lamenta – hanno lasciato le casse comunali senza un soldo?

Senza una politica onesta che assegni lavori, servizi e forniture alle società più meritevoli (e non a quelle amiche), senza il cambiamento dei metodi nella gestione della spesa pubblica, senza un piano che permetta di rifondare le municipalizzate per consentire all’immenso patrimonio umano di cui sono formate di cominciare a produrre reale valore (che poi consiste di servizi al cittadino!), come vuole rimettere in sesto le disastrose casse comunali?

Domando a tutti quelli che pensano che De Magistris sia onesto: lo sapete che 3 lavori su 4 le affida alle ditte amiche senza passare per un bando di gara? Lo sapete che i suoi stessi assessori hanno dato le dimissioni perché, dopo il suo arrivo, Napoli ha continuato con la politica clientelare che l’aveva portata fino ad oggi alla rovina? Lo sapete che sta organizzando maxi-eventi in città, immobilizzandola e paralizzandola dal traffico per “aiutare” qualche amico?

E se lo sapete, come fate a rimanere in silenzio?

Non non ce la facciamo e diciamo un fermo NO a tutto questo.

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